Bassa frequenza? Traguardi piccoli!

Quali sono le aspettative di un bimbo che si iscrive ad un corso di equitazione in un maneggio? E come  evolvono mano a mano che impara a montare?
I bimbi si avvicinano al mondo dell’equitazione spesso solo per relazionarsi con un animale che non fa parte del loro quotidiano e per divertirsi. Nel tempo, a volte nel giro di poco tempo, le aspettative cambiano e gli obiettivi crescono: tante volte il neofita chiede di “arrivare velocemente” al traguardo che può essere il galoppo, un salto, una pseudo-gara senza avere realmente chiaro cosa tutto questo comporti.

A fronte di tanta bella ambizione bisogna fare i conti invece con la frequenza degli allenamenti nei maneggi che è a dir poco scoraggiante: la maggior parte dei ragazzi fa lezione una volta alla settimana, pochissimi si allenano due volte, alcuni addirittura montano a settimane alterne. I motivi? I soliti: i soldi, il tempo, la distanza.

Tornando al nostro bimbo ambizioso non è semplice spiegargli perché non può ancora gareggiare, galoppare o saltare, non si può parlargli di assetto sbagliato o poco sicuro, o spiegargli che un buon assetto è frutto di una lunga e spesso massacrante routine. Non ci sono argomenti abbastanza “sostanziosi” per un bimbo ambizioso: eppure negli altri sport non si esordisce in gara se non ci si allena almeno un paio di volte alla settimana. Perché dunque in equitazione dovrebbe essere diverso?

“Bassa frequenza? Traguardi piccoli!”: è l’unica risposta che si può dare; l’equitazione è fatta di pratica costante, di lavoro continuo su se stessi e sul proprio cavallo, non ci sono strade comode o veloci per fare risultato; è, alla fine di tutto, uno sport rischioso e se si monta poco è giusto che gli obiettivi siano adeguati a questa realtà.
E’ bene fare chiarezza da subito con i ragazzi e distinguere tra i sogni “equestramente” realizzabili e quelli troppo ambiziosi e quindi irraggiungibili, questo per evitare di andare incontro a un bel po’ di delusioni, scoraggiamenti o fughe verso altri posti dove ti illudono di poter “arrivare in fretta” (!).

 

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3 Risposte

  1. Gino Fienga ha detto:

    Quanta ragione che hai Alessandra!
    Purtroppo oggi si tende -in qualsiasi campo – a voler raggiungere traguardi ambiziosi senza far fatica o cercando furbe scorciatoie. Il risultato principale di questo atteggiamento è la mediocrità della nostra

  2. Nadia ha detto:

    Come in tutte le cose che non si ‘frequentano’ troppo… io credo che prima di tutto bisogna capire l’obiettivo a cui si aspira e chi lo vuole raggiungere (il bambino, la famiglia?). Poi con le idee chiare dovrebbe esserci la possibilità di decidere insieme all’allenatore come fare ad arrivare dove si vuole arrivare. Per me questo è un punto fondamentale. Se la famiglia insieme al bambino non dialoga con l’allenatore allora, presto, tutti gli entusiasmi si smorzano…

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